Rassegna Stampa

"Sono suoi i Menù di molte serate importanti"

Una Perla di cucina creativa nelle case dei “Vip"

Ha un nome impegnativo. Ma chi la trova, a differenza di Kino, il pescatore protagonista del romanzo di John Steinbeck, non la vuole perdere più.
Si chiama Perla, ha un dono nelle mani che ha tradotto con guizzo creativo in lavoro. Dimensione artigianale, s’intende, perché altrimenti ad allargarsi troppo si perde il senso delle proporzioni. Che in cucina sono fondamentali. E preziose, appunto. Perla Raschini dal 2001 ha aperto una scuola di cucina nella su casa in Contrà Porta Padova 124, a Vicenza, dove a volta sembra prevalere il piacere di stare insieme su quello didattico dell’apprendimento.
Ma tant’è: funziona, e dalle cinque lezioni al mese la signora Raschini è passata alle venti serate al mese, cinque lezioni settimanali per non incrociarsi con la sua seconda, ma non secondaria attività, il catering a domicilio. Dietro i pranzi e le cene di successo in tanti piani nobili e nelle ville della Vicenza che conta c’è lei.
Arriva con strumentazione e materie prime e in meno di due ore trasforma le sue basi in piatti da applauso. Si chiude in cucina, ammette appena la padrona di casa. Tutti fuori.

Ormai sono pratica, non ho difficoltà ad arrivare a 150 coperti, ammette «L’importante è che mi lascino scegliere un tema, che io possa trattare prodotti di buona qualità e garantisco il risultato».
Quello che sembrava essere un passatempo pomeridiano, da tè con le amiche, per le quali preparare qualche piatto o suggerire ricette alternative, si è tradotto nell’articolazione di una vera scuola, lo conferma la targa esterna, frequentata non solo da vicentini, ma anche dagli americani della Ederle.

Una cuoca? No, non lo sono. Uno chef? Troppo impegnativo. «Sono una creativa tra i fornelli» ecco mi piace di più, è l’autodefinizione.
In effetti i suoi ricettari sono poco ortodossi, quasi tutti frutto di elaborazioni e di contaminazioni. Inspiegabile se non attraverso prove e ricordi di eredità parentali, il perchè la sua zuppa napoletana di pesce contenga cipolla e burro, ingredienti notoriamente non partenopei. Eppure all’assaggio è una delizia.
Surclassata peraltro da un rosso caciucco alla livornese frullato in un bicchiere. I puristi tremeranno, ma l’esito è felice.
Ciotole, coppe, boccali alternativi ai classici piatti, crostini e largo uso di aromi dell’orto sono i corollari di una cucina di rielaborazione che contamina la semplicità con l’intelligenza e un pò di rischio.
Le lezioni serali di Perla sono monotematiche e stagionali: sushi e tempura, mousse dolci e salate, primi piatti unici, cucina in 10-20-30 minuti, carpacci e tartare. Oppure hanno nomi fantasiosi: profumo d’agrumi, souffle di primavera, antipasti superstar, appunti vegetariani, pic-nic in spiaggia.
Ha condotto serate monografiche sul pepe, sui capperi, sulle pesche, sulle acciughe. In quattro ore si ascolta, si cucina, si mangia, da sei a otto commensali per volta. Una Perla di insegnante.

Nicoletta Martelletto, http://www.ilgiornaledivicenza.it/